Quali spese può scaricare il professionista?

La percentuale di costo “scaricabile” viene assegnata dal coefficiente di redditività. I professionisti (lavoratori autonomi) che aderiscono al regime ordinario possono scaricare il 100% di moltissimi costi.

QUALI SPESE PUÒ SCARICARE UN PROFESSIONISTA?

  • cancelleria e valori bollati;
  • libri e riviste professionali;
  • corsi di formazione e aggiornamento professionale (100% entro il limite di 10 mila euro annui)
  • software gestionali;
  • attrezzatura professionale strumentale (PC, stampante, fax, ecc).

IL CRITERIO DI DEDUCIBILITÀ DEI COSTI

Affinché un costo possa essere dedotto deve possedere certi requisiti. I requisiti a cui si fa riferimento possiamo ritrovarli all’ex art. 54 del DPR 917/1986 e sono i seguenti:

  • effettività;
  • inerenza;
  • congruità.

Il professionista può dedurre o come si suol dire “scaricare” dal proprio reddito i seguenti costi:

  • I costi riferibili all’acquisto dell’auto o alla sua gestione e manutenzione (carburante, riparazione, ecc.) sono deducibili nella misura del 20%.
  • L’IVA sui costi riferibili alle auto è detraibile nella misura del 40%.
  • Le spese di ristrutturazione e manutenzione ordinarie degli immobili adibiti all’esercizio della professione sono deducibili nei limiti del 5% del costo complessivo di tutti i beni oggetto di ammortamento mentre l’eventuale eccedenza è deducibile in quote costanti nei cinque anni successivi.
  • Le quote di ammortamento dei beni mobili strumentali (sono quei beni utilizzati per più anni nella propria attività es.: computer, scrivania, ecc.), i beni che hanno un costo non superiore ad € 516,40 possono essere dedotti interamente nell’anno di sostenimento della spesa.
  • Tutte le spese telefoniche, sia quelle riguardanti i cellulari che la telefonia fissa, sono parzialmente deducibili. I canoni di leasing o noleggio, degli apparecchi telefonici, le spese telefoniche e la connessione ad internet, sono deducibili nel limite dell’80%.
  • I costi sostenuti per alberghi e ristoranti nella misura del 75% e comunque per un importo complessivamente non superiore al 2% dei compensi percepiti nell’anno;
  • I costi sostenuti per partecipare ad un convegno o un congresso incluse le spese di viaggio e soggiorno nel luogo dove si tiene l’evento sono deducibili nella misura del 50% del loro ammontare;
  • Le spese di rappresentanza: omaggi, regali, cene offerte a clienti, ecc… per un importo complessivamente non superiore al 1% dei compensi percepiti nell’anno;

Naturalmente le spese, per essere deducibili, devono essere documentate da fattura , intestate al professionista ed “inerenti” l’attività professionale.

E se il professionista lavora da casa?

In questo caso si fa riferimento ai costi “promiscui” ossia che riguardano sia l’abitazione che lo studio.

Quali costi può dedurre in questo caso?

  • Se l’abitazione dove il professionista svolge la propria attività è in affitto, è possibile dedurre dal reddito il 50% del canone di locazione se non si dispone di un altro immobile, nello stesso Comune, adibito esclusivamente all’esercizio della Professione;
  • Il professionista potrà dedurre i costi riguardanti le utenze (elettricità, gas, ecc..) nella misura del 50% anche in questo caso se non dispone di un altro immobile, nello stesso Comune, adibito esclusivamente all’esercizio della Professione;
  • I beni mobili acquistati dal professionista ed utilizzati promiscuamente sia per l’attività professionale che per l’uso privato e familiare, sono ammortizzabili nella misura del 50%;
  • Le spese di ristrutturazione e manutenzione ordinarie sono deducibili nella misura del 50%. 

Fonte: Ministero dell’Economia e delle finanze

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